Stralivigno 2009 – 10° Anno

3 Agosto 2009

Domenica 2 agosto in una giornata di mezza estate (solo per il calendario) uggiosa e fredda è andata di scena la decima edizione della Stralivigno. Per me era la seconda volta qui e avevo voglia di provare a fare “meglio” rispetto l’edizione di rodaggio di appena un anno fa. Il tempo però non sembrava essere troppo dalla nostra parte, alle prime ore dell’alba un forte temporale poi una schiarita e dieci minuti prima della partenza un fortissimo temporale che ci ha fatto cambiare abbigliamento ancora una volta…Per fortuna alle 10 ora della partenza è tornato un pallido sole e cosi’ è stato per due ore circa…giusto il tempo per non farci bagnare troppo lungo i già scivolosi sentieri del percorso di gara. La mia gara è stata molto prudente nella prima parte, la partenza anche troppo blanda dovuta all’imbottigliamento dei soliti che ad ogni costo vogliono stare davanti, mi ha fatto perdere tempo e minuti preziosi rispetto alla mia tabella di marcia, poi pero’ sono riuscito a reagire e recuperare secondi preziosi nelle discese e in tratti misti di salite e discese per poi scaricare con maggiore intensità lungo la pista ciclabile che partiva dal lago passando per la metà gara in poco meno di 45minuti e presentarmi nella terza parte di gara in buona forma, l’ultima parte, la piu’ dura che comprende la fatidica “Z” è la parte che pero’ mi ha regalato piu’ emozione, è vero che la tremenda arrampicata finale è fatale ma scendere a rotta di collo la lunga discesa che porta all’arrivo è davvero esaltante, senza pericolo ho incominciato una cavalcata che mi ha permesso di riagguantare due posizioni proprio sul finale e terminare la prova in 1h37m al 91 posto in classifica generale. Dolori a parte (in ogni parte del corpo) ho avuto comunque delle belle sensazioni in una gara dura e condizionata dal tempo.

stralivigno2009


Staffetta 24×1h Saronno 13 GIUGNO 2009

14 Giugno 2009

Anche quest’anno ho gareggiato con gli amici del CAI Saronno, il supporto non è proprio mancato e anche il risultato, correre un’ora in pista contro il tempo e gli avversari è molto stimolante, per fortuna il caldo non si è fatto troppo sentire cosi’ i 16km non hanno pesato troppo sulle gambe.

saronno09

saronno09


Terza Maratonina di Cantù 7 GIUGNO 2009

8 Giugno 2009

Di ritorno dalla sardegna e con buone sensazioni fisiche siamo partiti alle 9 in punto da corso unità d’Italia, il percorso sempre lo stesso a parte una piccola modifica è risultato ostico a tutti tanto che fare qui un buon tempo significa fare altrove un tampone! In fatti presenta caratteristiche di saliscendi continui di cambi di ritmo e lunghi rettili nei in falsopiano o leggera salita soprattutto nel tratto finale dove a poco meno di 1km dall’arrivo c’è un ultimo strappo che mi ha tolto secondi preziosi. Oggi pero’ le sensazioni sono state molto buone, sono riuscito a correre senza fatica e anche se in alcuni momenti mi sentivo “ad alti giri” sono riuscito a controllare comunque le energie e risparmiarmi…comunque una gara dura come sempre! Alla fine un buon crono di 1h22m30s mi fa ben sperare in una condizione “rigenerata” rispetto il 10k di monza soprattutto in vista della staffetta di sabato prossimo a saronno.

mezza maratona cantu 2009

mezza maratona cantu 2009


Monza 10K Chrono 24 MAGGIO 2009

25 Maggio 2009

La seconda edizione di questa bella 10K è decisamente cresciuta in termini mediatici e di partecipanti, quest’anno erano oltre 800. Per me gara difficile, il clima non adatto alle mie caratteristiche (oltre 30° e 70% di umidità) mi hanno fatto “tirare i remi in barca” già dal sesto km, è stata una gara dura, le gare “veloci” non si improvvisano mai. Adesso faro’ vacanza in sardegna per una settimana, qui cerchero’ motivazioni e forza per poter tornare alla mezza di cantù in buone condizioni.

Monza_10KChrono

Monza_10KChrono


Maratona di Padova 26 APRILE 2009

27 Aprile 2009

Dopo una anno di assenza torno alla maratona di Padova con una certezza, cercare un risultato che da troppo tempo mi manca proprio nella disciplina principe dell’atletica. Dopo l’infortunio di novembre e il conseguente stop, ho riprovato la distanza a seregno (vedi articolo) pur non avendo nelle gambe e nella testa la forza sufficiente di sopportare l’evento. Qui invece è andato tutto come volevo, sono partito tranquillo a 4’ al km per poi cercare di incrementare nella seconda parte di gara il ritmo. Il risultato finale pur essendo un po’ superiore alle mie aspettative: 2h52m30s comunque mi da ragione dei sacrifici e degli allenamenti di questi ultimi mesi risolti piu’ a non farmi troppo male piuttosto che correre veramente. La certezza di poter scendere di nuovo sotto le 2h50m adesso sembra prendere forma, è solo questione di allenamento e un po’ di fortuna…in autunno vedremo…Come sempre qui a Padova l’organizzazione non si è fatta mancare nulla, dallo stand ai rifornimenti, tutti molto bravi e gentili.

padova09

padova09


Stramilano ‘09 5 APRILE 2009

6 Aprile 2009

Come ogni anno l’appuntamento “principe” della mezza maratona per i podisti lombardi è la Stramilano, in tutte le sue forme, per i piu’ o meno grandi o per meglio dire per amatori o agonisti ognuno trova la sua “dimensione” nel capoluogo lombardo. Come qualche anno da questa parte (questa è la mia nona stramilano agonistica) vengo per cercare il personale su un tracciato che a detta di tutti, vuoi per il percorso pianeggiante e scorrevole e per il periodo primaverile essere uno dei piu’ veloci in circolazione. Cosi’ anche quest’anno migliaia sono stati i partecipanti dell’agonistica partita ancora una volta di fronte al castello sforzesco con arrivo nella “scala” dell’atletica ovvero l’arena che dopo il “ritocco” degli ultimi anni presenta una pista di atletica degna del proprio nome. Personalmente qui cercavo delle certezze in vista della imminente maratona di Padova che poi rappresenta il punto di riferimento principale per questa prima parte di stagione, purtroppo ho trovato una giornata “no” insieme a condizioni fisiche non ottimali ho trovato parecchie difficoltà lungo il percorso, se non addirittura subito alla partenza dove dopo pochi metri ci sono state delle cadute rovinose di atleti che per caso si trovavano nelle prime file con numeri di pettorali non proprio “adatti”, insomma i furbi ci sono sempre…ma a che scopo mettersi davanti a 5000 persone quando poi al via tieni un ritmo di 6’ al km… ovvii poi i problemi di “intasamento”. Comunque la mezza meneghina mi ha insegnato ancora una volta che la corsa è fatta di sacrificio e sofferenza, il crono alla fine non rispecchiava propriamente le mie aspettative e quindi sarà per il prossimo anno.

stramilano09

stramilano09


Where The Streets Have No Name

2 Aprile 2009

Mi frulla in testa questa canzone da qualche giorno…o forse più…

Where The Streets Have No Name

I want to run
I want to hide
I want to tear down the walls
That hold me inside
I want to reach out
And touch the flame
Where the streets have no name

I want to feel sunlight on my face
I see the dust cloud disappear
Without a trace
I want to take shelter from the poison rain
Where the streets have no name

Where the streets have no name
Where the streets have no name
We’re still building
Then burning down love
Burning down love
And when I go there
I go there with you
It’s all I can do

The city’s aflood
And our love turns to rust
We’re beaten and blown by the wind
Trampled in dust
I’ll show you a place
High on a desert plain
Where the streets have no name

Where the streets have no name
Where the streets have no name
We’re still building
Then burning down love
Burning down love
And when I go there
I go there with you
It’s all I can do

Our love turns to rust
We’re beaten and blown by the wind
Blown by the wind
Oh, and I see love
See our love turn to rust
We’re beaten and blown by the wind
Blown by the wind
Oh, when I go there
I go there with you
It’s all I can do


Gelsia Brianza Marathon – Seregno 22 Marzo 2009

23 Marzo 2009

Da Allenamento a Maratona in 5 secondi
Domenica ho regolarmente preso parte alla prima maratona della brianza,organizzata da marciacaratesi, il percorso faceva parte della piu’ ampia 100km della brianza.Partenza e arrivo a seregno di fronte al PalaPorada attravessando con strade non semplici e per nulla rettilinee gran parte dei comuni della brianza appunto. Personalmente ho scelto di correre “in casa” giusto per fare un luingo in compagnia con l’intendo di fermarmi intorno al 32-33km poco dopo l’uscita dal parco di Monza. Ho avuto delle belle sensazioni durante la gara che per la verità ho corso praticamente da solo se non con la dolce compagnia della mia compagna che a “forza di insistere” ho trascinato con me per tutto il percorso, in effetti è stato così, infatti dopo il 30km abbondante…mancavano le segnalazioni km! ma precisamente
in zona lissone-desio ho sentito il desiderio irrefrenabile di concludere la gara, (giusto dopo aver passato il “punto di non ritorno” l’appoggio con Francesco) era da troppo tempo che non correvo una Maratona e il fatto di aver saltato Milano a novembre per il problema al tallone mi aveva parecchio scoraggiato, purtroppo pero’ non ho fatto i conti con il fatto di essermi idratato poco nei primi 30km e cosi’ ho finito nella maniera piu’ tragica che poteva esserci con continue soste dovute ai crampi a entrambi i polpacci e perdita della brillantezza aerobica della prima parte. Ora a “gambe ferme” i dolori fisici sono tanti…anche se poi era piu’ un problema psicologico il mio, il tempo finale (3h01m) per nulla rilevante in questa gara mi ha comunque fatto capire ancora una volta che nella Maratona non si inventa nulla e che sarebbe (forse) stato meglio fermarsi al “lungo” e non proseguire…ora è tempo di riposo e di ripresa in vista della Stramilano del 5 aprile dove ancora una volta provero’ a dare il meglio sulla strade meneghine a me tanto care… Speriamo questa volta di essere più fortunati e trovare le motivazioni giuste che la Stramilano ti sa dare. Se nel 2009 ci sarà una nuova edizione della Brianza Marathon ci mettero’ più di 5 secondi per decidere se finire la gara!

maratona_brianza_2009

maratona_brianza_2009


Placentia Half Marathon 2009

2 Marzo 2009

…3km al buio.
E’ finita cosi’ la mia mezza maratona di Piacenza di ieri, sono venuto a Piacenza per provare a fare il tempo e cercare degli stimoli per proseguire la preparazione in vista della prossima maratona di Padova ma proprio tra il 14 e il 17km si sono spente le luci.
D’altra parte c’è alle spalle una settimana di carico non ultimo un lungo di 20.5km giovedi sera, ma non ci sono scuse al calo di concentrazione di 3km. Partenza molto tirata proprio per cercare di allontanarsi il piu’ presto possibile dal gruppone: ho girato a 3′32″ per i primi 3km, poi l’andatura è andata (fortunatamente) calando su un piu’ ragionevole 3′45″/km ho tenuto duro per tutta la prima metà gara, ma ho pagato pesantemente forse l’avvio troppo azzardato dei primi km. Peccato, le condizioni psicologiche e fisiche erano ottimali, il tempo un po’ umido (forse anche troppo) non ha contribuito alla prestazione e rimane il rammarico di aver bruciato la bellezza di 1 minuto in poco piu’ di 3km. Analizzando gli intermedi poi ho scoperto che superata la crisi psicologica dopo il km 17 il ritmo si è ristabilito finendo addirittura l’ultimo km e 97m in poco meno di 4′10″. La condizione c’era quindi ma devo lavorare sulla concentrazione, ora inizia il periodo di carico e il 22 marzo in occasione della Maratona della Brianza provero’ un lungo un po’ tirato…poi vedremo alla stra-milano se avro’ piu’ fortuna. Come sempre non mi resta che tornare ad allenarmi e sudare…il tempo finale di 1h21′24″, 69 posizione assoluta non mi fa molto felice, ma probabilmente oggi era una domenica cosi’ e il vero sportivo deve saper accettare anche questo.


Cosa fare dopo la Maratona

23 Febbraio 2009

I parametri che si devono considerare per definire il post-maratona sono:
1. Rapporto peso/altezza;
2. Numero lunghissimi (> 25 km) effettuati nelle ultime sei settimane precedenti la maratona;
3. Record sulla mezza maratona;
4. Passaggio alla mezza;
5. Ultimi 7 km;
6. Sensazioni soggettive;

All’arrivo, la mattina dopo, 48 ore dopo non ha nessuna importanza l’età del soggetto; ciò è perfettamente in linea con le indicazioni che ci vengono dal mondo amatoriale dove runner attempati corrono alla grande diverse maratone all’anno. Si deve subito rilevare che durante la stagione non è possibile correre più di 5 maratone al top delle proprie performance. Questo è un dato statistico rilevato anche da amatori in netta progressione. Nessuno riesce a fare il proprio personale consecutivamente per più di quattro-cinque volte, partendo da una base per lo meno decente. Correre più di cinque maratone all’anno con l’intento di correrle al massimo è sicuramente controproducente: se non ci riescono i professionisti non è pensabile che ci riescano gli amatori. Ovviamente si possono correr più di cinque maratone all’anno, correndone molte come semplice lunghissimo, 7-10″/km sopra il proprio ritmo gara, cioè 5-10′ in più rispetto al proprio record potenziale. L’analisi che faremo vale solo per maratone corse con l’obbiettivo di fare il proprio personale cioè corse almeno al 95% delle proprie possibilità. Lo scopo dell’articolo è pertanto rispondere alla domanda: ci deve essere un periodo di scarico dopo la maratona e quanto deve durare?
1. Rapporto peso/altezza – Chi non ha un peso atletico ha molti più microtraumi che un runner leggero.
2. Numero lunghissimi – Chi è arrivato a una maratona correndo solo pochi lunghissimi sicuramente ha corso la prova come un ulteriore lunghissimo che il suo corpo deve metabolizzare con cura. Se nelle sei settimane precedenti avete corso 2-3 lunghissimi (>25 km), la maratona deve essere recuperata con 30 gg. di scarico perché sostanzialmente non l’avete corsa con l’allenamento ottimale. Se avete corso da 4 a 6 lunghissimi, l’avete affrontata (almeno da questo punto di vista) in modo ottimale e quindi non tenete conto di questo parametro nella decisione di un eventuale periodo di scarico.
3. Record sulla mezza – Se il tempo che avete ottenuto sulla maratona è inferiore a: 2,15*(record mezza) vuol dire che avete ottimizzato la prestazione. Per esempio un atleta che ha un record sulla mezza di 1h20′ e corre la maratona sotto le 2h52′ vuol dire che è andato fisiologicamente molto forte. A questo punto è praticamente impossibile un ulteriore miglioramento a breve; è consigliabile un periodo di rigenerazione di 60 gg. prima di riiniziare un’altra preparazione. Se lo stesso atleta avesse corso (ovviamente si fa sempre riferimento a tempi in condizioni ideali) finendo sufficientemente fresco in 2h58′, ci sarebbe la possibilità teorica di un ulteriore miglioramento a breve (seconda maratona dopo tre settimane).
4. Passaggio alla mezza – Qui iniziano le note dolenti per gli amatori. Alcuni sono addirittura convinti che occorra mettere fieno in cascina per la seconda parte, che il calo è inevitabile ecc. Tutte sciocchezze, basta esaminare come corrono i professionisti. Le due metà devono essere uguali! Se il passaggio alla mezza dà una proiezione finale di 5′ inferiore al tempo realizzato, si è andati sicuramente in calando e l’organismo non può rimanere indenne da uno sforzo eccessivo. Poco contano le sensazioni all’arrivo (si può essere freschi perché si è avuta la saggezza di diminuire dopo essersi accorti che il ritmo era insostenibile), è necessario il solito periodo di rigenerazione di 30 gg. Il periodo deve essere tanto più lungo quanto maggiore è la differenza: anche i contraccolpi psicologici si pagano. Passare alla mezza in 1h30′ e finire in 3h’20″ significa che è meglio pensare a una maratona la prossima stagione o almeno fra sei mesi. Questo se volete correre fino alla fine dei vostri giorni.
5. Ultimi sette km – Se il divario del coma (la definizione è nuova e indica la differenza fra il tempo finale e quello stimato alla mezza; esempio: 1h40′ alla mezza, 3h42′ tempo finale: divario del coma=22′) si accumula negli ultimi sette km la situazione è veramente critica perché ciò indica che avete raschiato il fondo del barile. Se la differenza al km fra la media finale e la media degli ultimi 7 km è di 10″/km avete bisogno dei soliti 30 gg. di rigenerazione. Anche in questo caso il periodo è tanto più lungo quanto maggiore è la differenza.
6. Sensazioni oggettive – Vengono citate perché NON hanno un’importanza reale. Sentirsi bene o sentirsi male può dipendere dalla gara, ma anche dalla psicologia del soggetto, esaltato o depresso dalla situazione. Le sensazioni derivanti dalla deplezione di glicogeno non sono gravi perché basta una settimana di alimentazione equilibrata per riaggiustare tutto. I dolori muscolari post-gara si recuperano facilmente in una settimana e non sono particolarmente significativi (se provate una gara in montagna di 10 km senza allenamento specifico le sensazioni possono essere anche peggiori!). Insomma se le sensazioni non sono buone, ma i punti precedenti sono stati brillantemente superati in genere basta una settimana di notevole scarico per rimettersi in pista. L’affrontare poi una nuova preparazione deve essere valutato alla luce di come il soggetto ha superato psicologicamente le sensazioni negative post-maratona.